Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Nessun tetto agli incentivi per le energie rinnovabili, ma solo un probabile dimezzamento degli aiuti Statali. Questo è quanto il ministro Paolo Romani è riuscito ad ottenere, ieri sera, al termine di una giornata molto movimentata per la maggioranza del Governo, aggrappata alle sorti del nuovo decreto ministeriale sul fotovoltaico e le energie rinnovabili.

L'obiettivo iniziale del ministro era quello di sedare l'avanzata di impianti solari in Italia (specie quelli pugliesi di Brindisi), imponendo un limite massimo (8000 megawatt) di energia prodotta dalle fonti alternative, superato il quale sarebbero cessati gli aiuti statali. Questa manovra avrebbe condannato lo sviluppo delle energie rinnovabili e del fotovoltaico alla loro definitiva sconfitta entro la fine dell'estate. Essendo, infatti, già attivi in Italia impianti per circa 7000 megawatt, non ci vorranno più di 2 o 3 mesi per coprire i restanti 1000: dopodichè, stop agli incentivi.

Invece colpo di scena: la speranza dei brindisini di veder arrestata l’invasione dei pannelli è caduta sotto le pressioni di un rilevante numero di parlamentari meridionali. Fra questi addirittura la fazione dei cosiddetti “responsabili” che due mesi fa ha cambiato d’improvviso orientamento per salvare l’odiato (fino al giorno prima) governo Berlusconi. Un altro avvertimento è giunto anche dal giovane partito meridionalista “Forza del sud” di Gianfranco Miccichè, il quale ha minacciato il mancato voto al federalismo municipale qualora il decreto non fosse stato emendato/modificato. In protesta perfino il Partito Democratico: “rischia di azzerare l’industria del fotovoltaico” ha dichiarato il senatore brindisino Salvatore Tomaselli.

Al momento quindi, 1-0 per il fotovoltaico!Occhiolino



Ti è piaciuta questa pagina? Condividila con noi