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"Elettricità amica". Ve lo ricordate questo slogan? In effetti senza di lei la quasi totalità delle nostre attività sarebbe gravemente limitata. Ma in Giappone, in seguito al terribile terremoto dello scorso 11 marzo, la produzione di questa "amica" sta rivelandosi un grandissimo problema, che rischia paradossalmente di compromettere la vita stessa della popolazione. E potrebbe diventarlo anche per il resto del Pianeta. "Amica doppiogiochista" verrebbe da dire! Ma cosa è successo?

Le devastanti onde sismiche hanno colpito la centrale nucleare di Fukushima, provocandone il danneggiamento dei reattori 1, 2 e 3 (quest'ultimo con le barre "al plutonio"), in particolare del loro sistema di raffreddamento. Aspetto ancora più grave, secondo quanto riporta anche l'agenzia stampa AFP, è che "le particelle radioattive continuano ad essere rilasciate nell'ambiente". Molti esperti da ogni parte del mondo, (su tutti quelli della IAEA, l'Agenzia Internazionale Energia Atomica), stanno monitorando costantemente la situazione, aggiornando di volta in volta lo stato di emergenza, giunto attualmente al 5° livello su una scala di 7. Nei giorni scorsi alcuni francesi pronosticarono addirittura il raggiungimento del 6° livello, con possibilità di una escalation fino al 7°. (quest'ultimo attribuito solo alla strage di Chernobyl del 1986!).

E i Governi come stanno reagendo? Non proprio diligentemente a quanto pare. Diverse (e discutibili) sono infatti le azioni intraprese:

1) Innanzitutto sembrerebbero fin troppo "ottimistici" circa il problema, cercando di tranquillizzare una popolazione ormai sfiduciata e impaurita. Si teme stiano tenendo nascoste molte informazioni e rilasciando verità solo "parziali", sottovalutando la gravità della situazione.

2) Sul piano pratico, starebbero cercando di arrestare le fusioni gettando (ridicoli) getti di acqua di mare mischiata al boro della TEPCO. Gli esperti considerano tutto ciò un "palliativo", in quanto l'acqua, a 2500°C, si scinde nei sui due componenti, ossigeno e idrogeno, col rischio di provocare ulteriori esplosioni.

3) News dell'ultima ora sarebbe la volontà di creare un "sarcofago di cemento" con il quale ricoprire i reattori, sulla falsariga di Chernobyl. Peccato che lo si debba fare con le reazioni già arrestate! (E questo si sapeva già ai tempi di Chernobyl!). L'unica soluzione davvero efficace (sempre a detta degli esperti) è quella di dare in pasto alle barre in fusione dei sacchi colmi di sabbia, miscelata con piombo, dolomite e boro. Questo procedimento porterebbe all'arresto delle reazioni a catena (e al conseguente raffreddamento dei reattori). Solo a quel punto avrebbe senso l'idea del "sarcofago di cemento". Il rovescio della medaglia è che queste operazioni porterebbero al sacrificio di numerosi volontari che, venendo a contatto con le sostanze radioattive, si ammalerebbero nel giro di poco tempo.

Ultima riflessione personale: è possibile che nel 2011, il nucleare sia ancora così indomabile? Possibile che non sia stato previsto un piano di emergenza serio per situazioni simili? Noi della GDG Impianti Elettrici fatichiamo a crederlo.

Per quanto poco determinante, siamo vicini a queste famiglie e speriamo in ogni caso che la situazione si risolva nel più breve tempo possibile, col minor numero di vittime e con onestà da parte dei Governi. Vi terremo aggiornati.



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